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1Tessalonicesi 5Il tempo del ritorno di Cristo e come prepararvisi1 Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi se ne scriva; 2 perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. 3 Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; 5 poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre; 6 non dormiamo dunque come gli altri; ma vegliamo e siamo sobrî. 7 Poiché quelli che dormono, dormono di notte; e quelli che s'inebriano, s'inebriano di notte; 8 ma noi, che siamo del giorno, siamo sobrî, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore, e preso per elmo la speranza della salvezza. 9 Poiché Iddio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottener salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, 10 il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11 Perciò, consolatevi gli uni gli altri, ed edificatevi l'un l'altro, come d'altronde già fate.Precetti varî e saluti12 Or, fratelli, vi preghiamo di avere in considerazione coloro che faticano fra voi, che vi son preposti nel Signore e vi ammoniscono, 13 e di tenerli in grande stima ed amarli a motivo dell'opera loro. Vivete in pace fra voi. 14 V'esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, ad esser longanimi verso tutti. 15 Guardate che nessuno renda ad alcuno male per male; anzi procacciate sempre il bene gli uni degli altri, e quello di tutti. 16 Siate sempre allegri; 17 non cessate mai di pregare; 18 in ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19 Non spegnete lo Spirito; 20 non disprezzate le profezie; 21 ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene; 22 astenetevi da ogni specie di male. 23 Or l'Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo. 24 Fedele è Colui che vi chiama, ed Egli farà anche questo. 25 Fratelli, pregate per noi. 26 Salutate tutti i fratelli con un santo bacio. 27 Io vi scongiuro per il Signore a far sì che questa epistola sia letta a tutti i fratelli. 28 La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi.
1 Or quanto ai tempi ed ai momenti, fratelli, non avete bisogno che vi se ne scriva; 2 perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. 3 Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto.Paolo finalmente parla in maniera esplicita del ritorno di Cristo, ed egli dice una cosa molto importante: non c'è una data, un tempo che l'uomo possa conoscere circa il suo ritorno: perché quel giorno sorprenderà gli uomini come un ladro che trafuga una casa.Un ladro che vuole rubare un bottino, fa la rapina quando meno te lo aspetti, magari di notte, quando tutto sembra tranquillo.Ebbene è inutile che ci domandiamo quando sarà questo giorno, perché nessuno lo sa. Spesso sento dei credenti che cercano di fare i conti, addirittura in anni, ma non sprechiamoci a buttare giù delle date che tanto no possiamo mai sapere. Impieghiamo piuttosto la nostra energia a vegliare e a pregare, affinché ogni credente possa essere pronto.Sicuramente dalla parte nostra abbiamo delle profezie che parlano abbastanza chiaro e che ci permettono vagamente di capire se siamo vicini o meno al ritorno del Signore, ma non sapremo mai il giorno preciso.3 Quando diranno: Pace e sicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, sì che quel giorno abbia a cogliervi a guisa di ladro; 5 poiché voi tutti siete figliuoli di luce e figliuoli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre; 6 non dormiamo dunque come gli altri; ma vegliamo e siamo sobrî.Il mondo penserà di stare in pace e sicurezza, penserà di aver costruito una torre di Babele immensa e imbattibile, ma preso un ladro verrà e distruggerà l'opera iniqua del peccato.Satana e gli uomini senza Dio tremano in vista di questa fine, ma chi crede e veglia, non ha nulla da temere. La parola d'ordine è vegliare e mantenersi integri nell'amore del Signore.8 ma noi, che siamo del giorno, siamo sobrî, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore, e preso per elmo la speranza della salvezza. 9 Poiché Iddio non ci ha destinati ad ira, ma ad ottener salvezza per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, 10 il quale è morto per noi affinché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11 Perciò, consolatevi gli uni gli altri, ed edificatevi l'un l'altro, come d'altronde già fate.Chi vuole appartenere al giorno, e non farsi sorprendere dalla notte furtiva del ritorno del Signore, vegli e preghi. Iddio infatti non ci ha destinati al giorno dell'ira e se vede un cuore che vuole appartenere al bene, egli lo coglie e lo custodisce come un fiore prezioso.Per i figli di Dio il ritorno al Padre è una consolazione, perché la loro casa non è su questa terra, ma nella patria celeste.14 V'esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, ad esser longanimi verso tutti. 15 Guardate che nessuno renda ad alcuno male per male; anzi procacciate sempre il bene gli uni degli altri, e quello di tutti. 16 Siate sempre allegri; 17 non cessate mai di pregare; 18 in ogni cosa rendete grazie, poiché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.Cosa si fa allora durante tutta questa vita terrena? Si guarda il cielo 24 ore su 24 ad aspettare sul cucuzzolo di una montagna? Certamente no! L'Eterno non vuole degli eremiti, ma ci chiama a svolgere la nostra vita come dobbiamo, attenendoci però a dei principi che oggi sono letteralmente buttati nel cestino.Paolo parla sì del ritorno di Cristo, ma dice anche come è bene che si comporti il credente.la parte più saliente arriva indubbiamente in questo punto, in cui Paolo afferma:19 Non spegnete lo Spirito...(...)
23 Or l'Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente; e l'intero essere vostro, lo spirito, l'anima ed il corpo, sia conservato irreprensibile, per la venuta del Signor nostro Gesù Cristo.Noi possiamo avere il tremendo potere di far tacere la voce di Dio in noi, di zittire lo Spirito per dare anelito alla nostra carne. Perciò Paolo con un versetto secco invita i credenti a fare attenzione alle voci che ascoltiamo.Manteniamoci in tutto e per tutto integri, in vista dell'arrivo degli arrivi, perché chi veglia sarà innalzato, ma chi dorme si sveglierà da un torpore e sarà su una strada di non ritorno.
1Tessalonicesi 4Esortazioni alla santità, all'amor fraterno, al lavoro1 Del rimanente, fratelli, come avete imparato da noi il modo in cui vi dovete condurre e piacere a Dio (ed è così che già vi conducete), vi preghiamo e vi esortiamo nel Signor Gesù a vie più progredire. 2 Poiché sapete quali comandamenti vi abbiamo dati per la grazia del Signor Gesù. 3 Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v'asteniate dalla fornicazione, 4 che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore, 5 non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio; 6 e che nessuno soverchi il fratello né lo sfrutti negli affari; perché il Signore è un vendicatore in tutte queste cose, siccome anche v'abbiamo innanzi detto e protestato. 7 Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione. 8 Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell'Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito. 9 Or quanto all'amor fraterno non avete bisogno che io ve ne scriva, giacché voi stessi siete stati ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri; 10 e invero voi lo fate verso tutti i fratelli che sono nell'intera Macedonia. Ma v'esortiamo, fratelli, che vie più abbondiate in questo, e vi studiate di vivere in quiete, 11 di fare i fatti vostri e di lavorare con le vostre mani, come v'abbiamo ordinato di fare, 12 onde camminiate onestamente verso quelli di fuori, e non abbiate bisogno di nessuno.I fedeli morti prima del ritorno di Cristo13 Or, fratelli, non vogliamo che siate in ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. 14 Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui. 15 Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati; 16 perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre col Signore. 18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.
Paolo si avvia verso la conclusione di questa lettera, esortando i suoi fratelli a mantenere la via percorsa, per progredire e non tornare indietro. C'era un solo modo per farlo: tenere a mente tutti i comandamenti del Signore e metterli in pratica. Questa legge non è però un decalogo da imparare a memoria e da ripetere giorno e notte. La legge di Dio è qualcosa di ben diverso, non è da scrivere nella mente, ma nel cuore.La prima cosa che Paolo raccomanda ai Tessalonicesi, riguarda il corpo:3 Perché questa è la volontà di Dio: che vi santifichiate, che v'asteniate dalla fornicazione,4 che ciascun di voi sappia possedere il proprio corpo in santità ed onore,5 non dandosi a passioni di concupiscenza come fanno i pagani i quali non conoscono Iddio...Un figlio di Dio non resterà mai uguale a prima, quando era ancora in preda all'uomo vecchio, ma evolverà verso una strada che possiamo chiamare santificazione e consacrazione.La santificazione a mio avviso viene prima, perché questa implica l'essere, cioè piacere a Dio sia nella carne che nello spirito. Perciò il figlio di Dio santificato, è qualcuno che ha rimosso tutto ciò che è iniquità in sé per scelta, per piacere a Dio. Facendo spazio al Signore in questo modo, lui può crescere e possedere tutto il nostro cuore. Solo dopo può avvenire la consacrazione. Quest'ultima implica invece anche le opere, perché un figlio di Dio consacrato alle cause celesti, opera per mandare avanti qualcosa, affinché le opere di Dio siano manifeste.La consacrazione ovviamente non ha solo a che fare con il servizio, la testimonianza e altre cose che si fanno per gli altri. Essa ha un ruolo speciale anche per la nostra vita, se noi siamo consacrati al Signore, magari invece di guardare tre ore di televisione, ne guardiamo una, e le altre due le impieghiamo per leggere la Parola, pregare e adorare il Signore, affinché possiamo crescere in lui.7 Poiché Iddio ci ha chiamati non a impurità, ma a santificazione.8 Chi dunque sprezza questi precetti, non sprezza un uomo, ma quell'Iddio, il quale anche vi comunica il dono del suo Santo Spirito.Il Signore non vuole dei credenti part-time, tipo come si fa al lavoro, egli vuole una vita cristiana coerente in tutti gli ambiti e non solo la Domenica in chiesa. Dunque mettiamo da parte ogni impurità, ogni fornicazione, concupiscenza che ci impedisce di avere una comunione continua con il Signore. Questo è l'unico modo per avvicinarsi a Dio così come lui vuole e come anche noi vorremmo in fondo.Se noi veniamo meno a qualche comandamento, non abbiamo fatto un torto agli altri, ricordiamoci infatti che dinanzi a Dio non ci sono mai relazioni a tre, ma sempre e solo due parti: noi e Dio. Tutti sappiamo che i credenti non sempre sono ben accetti, è vero che nella società si parla tanto di cristianesimo, ma se poi andiamo a vedere in fondo più della metà è ipocrisia. Più volte infatti ho subito o altri credenti mi hanno raccontato di essere stati derisi e scherniti per la loro fede, anche perché chi sceglie di essere credente fino in fondo, andrà sempre contro corrente in questo mondo. Ricordiamoci infatti che subiremo molte prove dal mondo, che vuole tastare e verificare. Spesso queste provocazioni si spingeranno a bestemmie e illazioni di ogni genere, ma così facendo il mondo non sta offendendo noi, ma il Signore stesso.9 Or quanto all'amor fraterno non avete bisogno che io ve ne scriva, giacché voi stessi siete stati ammaestrati da Dio ad amarvi gli uni gli altri;10 e invero voi lo fate verso tutti i fratelli che sono nell'intera Macedonia. Ma v'esortiamo, fratelli, che vie più abbondiate in questo, e vi studiate di vivere in quiete,11 di fare i fatti vostri e di lavorare con le vostre mani, come v'abbiamo ordinato di fare,12 onde camminiate onestamente verso quelli di fuori, e non abbiate bisogno di nessuno.Il Signore dà un comandamento importantissimo e cioè quello di amarsi gli uni gli altri, di comportarsi degnamente verso il prossimo e di non cercare sempre il proprio utile.Il Signore inoltre (v.11) chiama a lavorare con le proprie mani, a far sì di non appoggiarsi troppo agli altri, perché nel momento in cui noi abbiamo bisogno di qualcun altro, siamo vincolati in una maniera che nemmeno immaginiamo.13 Or, fratelli, non vogliamo che siate in ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza.14 Poiché, se crediamo che Gesù mori e risuscitò, cosi pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui.15 Poiché questo vi diciamo per parola del Signore: che noi viventi, i quali saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo quelli che si sono addormentati;16 perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi;17 poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e cosi saremo sempre col Signore.18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.Questo è uno dei capitoli più dettagliati in cui Paolo rivela il destino dei credenti in vita e non, quando arriverà il momento del ritorno del Signore. Al versetto 13 e al 18, Paolo fa intendere che questa verità per i credenti è una vera propria consolazione, infatti egli invita i Tessalonicesi a consolarsi di questo ritorno. Per il mondo invece è pura follia, ed è quasi normale, dal momento che siamo umanamente materialisti e carnali.Ebbene il Signore però ha scelto le cose pazze del mondo, quelle al di fuori di ogni logica umana e il ritorno di Gesù, è manifesto nelle Scritture fin dall'Antico Testamento.Per questo motivo, il credente è giusto che prenda questa verità come cintura sui fianchi e che la rammenti ogni giorno in mezzo alle difficoltà.
1Tessalonicesi 3Gioia dell'apostolo per le notizie recategli da Timoteo1 Perciò, non potendo più reggere, stimammo bene di esser lasciati soli ad Atene; 2 e mandammo Timoteo, nostro fratello e ministro di Dio nella propagazione del Vangelo di Cristo, per confermarvi e confortarvi nella vostra fede, 3 affinché nessuno fosse scosso in mezzo a queste afflizioni; poiché voi stessi sapete che a questo siamo destinati. 4 Perché anche quando eravamo fra voi, vi predicevamo che saremmo afflitti; come anche è avvenuto, e voi lo sapete. 5 Perciò anch'io, non potendo più resistere, mandai ad informarmi della vostra fede, per tema che il tentatore vi avesse tentati, e la nostra fatica fosse riuscita vana. 6 Ma ora che Timoteo è giunto qui da presso a voi e ci ha recato liete notizie della vostra fede e del vostro amore, e ci ha detto che serbate del continuo buona ricordanza di noi bramando di vederci, come anche noi bramiamo vedervi, 7 per questa ragione, fratelli, siamo stati consolati a vostro riguardo, in mezzo a tutte le nostre distrette e afflizioni, mediante la vostra fede; 8 perché ora viviamo, se voi state saldi nel Signore. 9 Poiché quali grazie possiam noi rendere a Dio, a vostro riguardo, per tutta l'allegrezza della quale ci rallegriamo a cagion di voi nel cospetto dell'Iddio nostro, 10 mentre notte e giorno preghiamo intensamente di poter vedere la vostra faccia e supplire alle lacune della vostra fede? 11 Ora Iddio stesso, nostro Padre, e il Signor nostro Gesù ci appianino la via per venir da voi; 12 e quant'è a voi, il Signore vi accresca e vi faccia abbondare in amore gli uni verso gli altri e verso tutti, come anche noi abbondiamo verso voi, 13 per confermare i vostri cuori, onde siano irreprensibili in santità nel cospetto di Dio nostro Padre, quando il Signor nostro Gesù verrà con tutti i suoi santi.
Paolo, riferendosi ai suoi fratelli di Tessalonica, parla di sofferenza. Questo è un altro grande argomento che non piace tanto agli uomini: eppure è da notare che non c'è mai scritto nella Bibbia che i figli di Dio avranno la strada spianata. Il primo esempio di questa verità sostenuta dalle Scritture, è proprio Paolo: egli infatti nella sua vita fu un uomo che soffrì molte cose. Il fatto poi di amare così immensamente i suoi fratelli, lo portò a patire ancora di più, come un padre si angoscia per i suoi figli.Pur di vedere come se la passavano i credenti di Tessalonica, Paolo mandò Timoteo e con grande gioia, scoprì che tutti stavano bene e che il maligno non era riuscito a seminare nessun dubbio in loro.Paolo patì molte difficoltà, ma proprio la sua fede in Dio e l'amore per il prossimo, allietarono tutte queste avversità. Infatti Paolo chiude questo capitolo esortando i Tessalonicasi a ad amarsi gli uni gli altri e a prendere forza e a tenere il cuore pronto per il ritorno di Gesù.Se per primo viene l'amore per Dio, subito dopo c'è l'amore per gli altri e Paolo è un modello innegabile in tutto questo. Perciò prestiamo attenzione al suo modo di parlare e di comportarsi verso gli altri credenti che lui stesso evangelizzò.
1Tessalonicesi 2L'apostolato di Paolo in Tessalonica1 Voi stessi, fratelli, sapete che la nostra venuta tra voi non è stata invano; 2 anzi, sebbene avessimo prima patito e fossimo stati oltraggiati, come sapete, a Filippi, pur ci siamo rinfrancati nell'Iddio nostro, per annunziarvi l'Evangelo di Dio in mezzo a molte lotte. 3 Poiché la nostra esortazione non procede da impostura, né da motivi impuri, né è fatta con frode; 4 ma siccome siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare l'Evangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori. 5 Difatti, non abbiamo mai usato un parlar lusinghevole, come ben sapete, né pretesti ispirati da cupidigia; Iddio ne è testimone. 6 E non abbiam cercato gloria dagli uomini, né da voi, né da altri, quantunque, come apostoli di Cristo, avessimo potuto far valere la nostra autorità; 7 invece, siamo stati mansueti in mezzo a voi, come una nutrice che cura teneramente i proprî figliuoli. 8 Così, nel nostro grande affetto per voi, eravamo disposti a darvi non soltanto l'Evangelo di Dio, ma anche le nostre proprie vite, tanto ci eravate divenuti cari. 9 Perché, fratelli, voi la ricordate la nostra fatica e la nostra pena; egli è lavorando notte e giorno per non essere d'aggravio ad alcuno di voi, che v'abbiam predicato l'Evangelo di Dio. 10 Voi siete testimoni, e Dio lo è pure, del modo santo, giusto e irreprensibile con cui ci siamo comportati verso voi che credete; 11 e sapete pure che, come fa un padre coi suoi figliuoli, noi abbiamo esortato, 12 confortato e scongiurato ciascun di voi a condursi in modo degno di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria. 13 E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l'accettaste non come parola d'uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete. 14 Poiché, fratelli, voi siete divenuti imitatori delle chiese di Dio che sono in Cristo Gesù nella Giudea; in quanto che anche voi avete sofferto dai vostri connazionali le stesse cose che quelle chiese hanno sofferto dai Giudei, 15 i quali hanno ucciso e il Signor Gesù e i profeti, hanno cacciato noi, e non piacciono a Dio, e sono avversi a tutti gli uomini, 16 divietandoci di parlare ai Gentili perché sieno salvati. Essi vengono così colmando senza posa la misura dei loro peccati; ma ormai li ha raggiunti l'ira finale.Paolo desidera rivedere i Tessalonicesi17 Quant'è a noi, fratelli, orbati di voi per breve tempo, di persona, non di cuore, abbiamo tanto maggiormente cercato, con gran desiderio, di veder la vostra faccia. 18 Perché abbiam voluto, io Paolo almeno, non una ma due volte, venir a voi; ma Satana ce lo ha impedito. 19 Qual è infatti la nostra speranza, o la nostra allegrezza, o la corona di cui ci gloriamo? Non siete forse voi, nel cospetto del nostro Signor Gesù quand'egli verrà? 20 Sì, certo, la nostra gloria e la nostra allegrezza siete voi.
Paolo e i fratelli di Tessalonica vennero oltraggiati insieme a Filippi, essi infatti attraverso un parlare e un comportamento non piacevole agli uomini, ma a Dio, portarono il Vangelo in mezzo alle genti affinché qualche cuore integro potesse convertirsi.Il Vangelo annunziato è odiato dal mondo, anche se siamo abituati a queste mega feste per Natale, Pasqua e altre tradizioni tipiche della nostra società, il vero Vangelo è comunque detestato dagli uomini. Se noi infatti osserviamo bene queste feste, specialmente il Natale poi, che è la festa più ispirata al Vangelo, possiamo notare che essere sono più un elogio del consumismo che altro. Nel mese di Dicembre, se guardiamo un servizio al telegiornale, parlano tutti di quanto si è speso a Natale ed eventuali guadagni delle grandi multinazionali, ma mai nessuno che chiarisca il motivo per cui quel bambino è nato e divenuto adulto.Viviamo in mezzo a tanta ipocrisia e doppiezza, ma è ora che i cuori che realmente cercano il Signore, si diano una svegliata e cerchino il vero messaggio di salvezza, non quello falsato dagli uomini.8 Cosi, nel nostro grande affetto per voi, eravamo disposti a darvi non soltanto l'Evangelo di Dio, ma anche le nostre proprie vite, tanto ci eravate divenuti cari.9 Perché, fratelli, voi la ricordate la nostra fatica e la nostra pena; egli è lavorando notte e giorno per non essere d'aggravio ad alcuno di voi, che v'abbiam predicato l'Evangelo di Dio.Paolo si faceva in quattro per portare il Vangelo, quello autentico tra le genti... egli spese tutta la sua così, ci siamo mai domandati perché un uomo come lui fece questa scelta? Evidentemente il Vangelo è davvero qualcosa di prezioso, visto che prima Saulo da Tarso era un uomo potente, che aveva in mano il potere di decidere la vita o la morte di qualcuno.11 e sapete pure che, come fa un padre coi suoi figliuoli, noi abbiamo esortato,12 confortato e scongiurato ciascun di voi a condursi in modo degno di Dio, che vi chiama al suo regno e alla sua gloria.13 E per questa ragione anche noi rendiamo del continuo grazie a Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione, cioè la parola di Dio, voi l'accettaste non come parola d'uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete.Paolo seguiva i suoi fratelli durante la loro crescita spirituale, li esortava, li correggeva e li ammaestrava. Tutto questo non perché Paolo fosse il maestro della situazione, ma perché il Signore stesso gli affidò questo arduo compito. Così passò da persecutore a sostenitore dei cristiani.14 Poiché, fratelli, voi siete divenuti imitatori delle chiese di Dio che sono in Cristo Gesù nella Giudea; in quanto che anche voi avete sofferto dai vostri connazionali le stesse cose che quelle chiese hanno sofferto dai Giudei,2:15 i quali hanno ucciso e il Signor Gesù e i profeti, hanno cacciato noi, e non piacciono a Dio, e sono avversi a tutti gli uomini,2:16 divietandoci di parlare ai Gentili perché siano salvati. Essi vengono cosi colmando senza posa la misura dei loro peccati; ma ormai li ha raggiunti l'ira finale.Da notare che non tutto quello che ha l'etichetta di cristianesimo e chiesa, è giusto. La Parola ci è stata data proprio per questo, per sapere qual è la via per venire a Dio, diffidando dal consiglio degli uomini.Anche i Giudei credevano in Dio, innalzavano culti di adorazione e operavano nel nome di Dio. Eppure è noto che loro non piacevano al Signore. Israele stesso era un popolo che dava tutto in apparenza, ma mancava la sostanza.Stiamo dunque attenti a come conduciamo la nostra vita cristiana, perché potrebbe non piacere a Dio e mentre noi ci illudiamo di detenere la grazia, in realtà non deteniamo un bel niente. Come facciamo ad esserne sicuri? Conoscenza, conoscenza e conoscenza. Troppi cristiani oggi dormono e si fanno guidare da tradizioni umane ed errate. Tutti che fanno grandi cose nel nome di Dio, ma che poi non sanno nemmeno cosa sia il Nuovo Testamento.Svegliamoci dunque, noi che dormiamo e iniziamo a cercare il Signore con tutto il cuore e con tutti i mezzi che abbiamo (preghiera, suppliche, Scritture, buona condotta, edificazione fraterna, …), perché si avvicina il tempo in cui i veri adoratori lo adoreranno in Spirito e verità.
1Tessalonicesi 1Indirizzo e saluti1 Paolo, Silvano e Timoteo alla chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signor Gesù Cristo, grazia a voi e pace.Rendimenti di grazie per la vita spirituale della chiesa2 Noi rendiamo del continuo grazie a Dio per voi tutti, facendo di voi menzione nelle nostre preghiere, 3 ricordandoci del continuo nel cospetto del nostro Dio e Padre, dell'opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signor Gesù Cristo; 4 conoscendo, fratelli amati da Dio, la vostra elezione. 5 Poiché il nostro Evangelo non vi è stato annunziato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con gran pienezza di convinzione; e infatti voi sapete quel che siamo stati fra voi per amor vostro. 6 E voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la Parola in mezzo a molte afflizioni, con allegrezza dello Spirito Santo; 7 talché siete diventati un esempio a tutti i credenti della Macedonia e dell'Acaia. 8 Poiché da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell'Acaia, ma la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo; talché non abbiam bisogno di parlarne; 9 perché eglino stessi raccontano di noi quale sia stata la nostra venuta tra voi, e come vi siete convertiti dagl'idoli a Dio per servire all'Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo, 10 il quale Egli ha risuscitato dai morti: cioè, Gesù che ci libera dall'ira a venire.
Conclusasi la lettera indirizzata ai Colossesi, ora siamo a quella inviata ai Tessalonicesi. Il primo capitolo contiene solo 10 versetti, questi elencano tutto il cammino fatto dai Tessalonicesi e i progressi della loro vita.Hanno avuto perseveranza e fede in Cristo Gesù, per mezzo di un Vangelo predicato non con parole e grandi discorsi (da notare che molti credenti spesso si riducono a questo), ma per mezzo dello Spirito Santo (vv.4-5).Questo Vangelo li fece crescere, in modo da diventare allegri imitatori di Cristo, anche in mezzo all'afflizione, divenendo un esempio anche in altre terre straniere che Paolo stesso nomina (vv. 6-8).Nella fede e nelle opere per lo Spirito Santo, i Tessalonicesi aspettavano Cristo Gesù, sicuri della sua grazia che libera dall'ira a venire.Questo percorso è raccontato in pochi versetti, eppure lo trovo molto esauriente, perché non c'è nulla da togliere e nulla da aggiungere. Questo è un cammino che in questo caso ha compiuto una chiesa, ma solitamente sono i singoli uomini ad affrontare. Dietro la chiesa di Tessalonica infatti Paolo avrà ben a mente i numerosi volti a cui queste parole fanno riferimento.Se dunque una chiesa intera è riuscita a realizzare questo cammino, secondo la volontà di Dio, a maggior ragione anche noi possiamo riuscirci. Troppo spesso ci aggrappiamo alle nostre insanabili imperfezioni e all'infinita misericordia di Dio, ma il fatto che ci siano stati uomini che ci sono riusciti (anche oggi abbiamo dei validi modelli), questo ci sprona a fare sempre meglio, perché il Signore vuole che per lui raggiungiamo solo il meglio e non la mediocrità.
Colossesi 41 Padroni, date ai vostri servi ciò che è giusto ed equo, sapendo che anche voi avete un Padrone nel cielo.Preghiera, condotta, conversazione2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie; 3 pregando in pari tempo anche per noi, affinché Iddio ci apra una porta per la Parola onde possiamo annunziare il mistero di Cristo, a cagion del quale io mi trovo anche prigione; 4 e che io lo faccia conoscere, parlandone come debbo. 5 Conducetevi con saviezza verso quelli di fuori, approfittando delle opportunità. 6 Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come dovete rispondere a ciascuno.Invio di Tichio e di Onesimo. Saluti finali7 Tutte le cose mie ve le farà sapere Tichico, il caro fratello e fedel ministro e mio compagno di servizio nel Signore. 8 Ve l'ho mandato appunto per questo: affinché sappiate lo stato nostro ed egli consoli i vostri cuori; 9 e con lui ho mandato il fedele e caro fratello Onesimo, che è dei vostri. Essi vi faranno sapere tutte le cose di qua. 10 Vi salutano Aristarco, il mio compagno di prigione, e Marco, il cugino di Barnaba (intorno al quale avete ricevuto degli ordini; se viene da voi, accoglietelo), e Gesù, detto Giusto, i quali sono della circoncisione; 11 e fra questi sono i soli miei collaboratori per il regno di Dio, che mi siano stati di conforto. 12 Epafra, che è dei vostri e servo di Cristo Gesù, vi saluta. Egli lotta sempre per voi nelle sue preghiere affinché perfetti e pienamente accertati stiate fermi in tutta la volontà di Dio. 13 Poiché io gli rendo questa testimonianza ch'egli si dà molta pena per voi e per quelli di Laodicea e per quelli di Jerapoli. 14 Luca, il medico diletto, e Dema vi salutano. 15 Salutate i fratelli che sono in Laodicea, e Ninfa e la chiesa che è in casa sua. 16 E quando questa epistola sarà stata letta fra voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e che anche voi leggiate quella che vi sarà mandata da Laodicea. 17 E dite ad Archippo: Bada al ministerio che hai ricevuto nel Signore, per adempierlo. 18 Il saluto è di mia propria mano, di me, Paolo. Ricordatevi delle mie catene. La grazia sia con voi.
Nei primi 6 versetti di questo capitolo, Paolo parla di tre raccomandazioni in particolare:la prima riguarda il rapporto di subordinazione tra padrone e servo, se qualcuno afferma che la Bibbia non è democratica, perché permette i rapporti di schiavitù, beh osserviamo però bene il contesto: per secoli in tutto il mondo c'è stata questa specie di dipendenza, ma il messaggio che noi dobbiamo cogliere non è questo, ma il dare la giusta retribuzione se qualcuno lavora alle nostre dipendenze. In qualsiasi occasione, assicuriamoci di non essere “tirchi”, ma se qualcuno fa un lavoro per noi, un servizio, un favore e qualsiasi altra cosa che va a pro nostro, non rimaniamo in debito con lei, ma diamogli la retribuzione come la dà il Signore.2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie;3 pregando in pari tempo anche per noi, affinché Iddio ci apra una porta per la Parola onde possiamo annunziare il mistero di Cristo, a cagion del quale io mi trovo anche prigione;4 e che io lo faccia conoscere, parlandone come debbo.5 Conducetevi con saviezza verso quelli di fuori, approfittando delle opportunità.
Colossesi 3La vita nuova in Cristo1 Se dunque voi siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate l'animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra; 3 poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. 5 Fate dunque morire le vostre membra che son sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, mala concupiscenza e cupidigia, la quale è idolatria. 6 Per queste cose viene l'ira di Dio sui figliuoli della disubbidienza; 7 e in quelle camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse. 8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignità, maldicenza, e non vi escano di bocca parole disoneste. 9 Non mentite gli uni agli altri, 10 giacché avete svestito l'uomo vecchio coi suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l'ha creato. 11 Qui non c'è Greco e Giudeo, circoncisione e incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è ogni cosa e in tutti. 12 Vestitevi dunque, come eletti di Dio, santi ed amati, di tenera compassione, di benignità, di umiltà, di dolcezza, di longanimità; 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi a vicenda, se uno ha di che dolersi d'un altro. Come il Signore vi ha perdonati, così fate anche voi. 14 E sopra tutte queste cose vestitevi della carità che è il vincolo della perfezione. 15 E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. 16 La parola di Cristo abiti in voi doviziosamente; ammaestrandovi ed ammonendovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni, e cantici spirituali. 17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signor Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui.Doveri cristiani nella famiglia18 Mogli, siate soggette ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. 19 Mariti, amate le vostre mogli, e non v'inasprite contro a loro. 20 Figliuoli, ubbidite ai vostri genitori in ogni cosa, poiché questo è accettevole al Signore. 21 Padri, non irritate i vostri figliuoli, affinché non si scoraggino. 22 Servi, ubbidite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne; non servendoli soltanto quando vi vedono come per piacere agli uomini, ma con semplicità di cuore, temendo il Signore. 23 Qualunque cosa facciate, operate di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini; 24 sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l'eredità. 25 Servite a Cristo il Signore! Poiché chi fa torto riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto; e non ci son riguardi personali.
1 Se dunque voi siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra dove Cristo è seduto alla destra di Dio.2 Abbiate l'animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra;3 poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio.Il versetto 2 di questo capitolo di Colossesi, rivela in poche parole quella che dovrebbe essere la vita del credente. Quando diciamo che il figlio di Dio mira alle cose di lassù e non della terra, qualcuno potrebbe pensare che allora bisogna isolarsi, rinchiudersi tra quattro mura e non incontrare e fare più nessuno e niente.Questo è il pensiero del mondo, ma in realtà è tutto molto diverso: i credenti infatti sono persone normalissime, che hanno una loro vita, una famiglia e un lavoro. Si possono fare tutte queste cose quotidiane che fa il mondo, è il modo di confidare in queste che però cambia.L'uomo che non conosce il Signore vive pensando che se ha un piatto a tavola è merito suo, il figlio di Dio sa che anche quello invece è una grazia del Signore. Tutto si fa in base a una scala di priorità ben precisa, che all'apice vede sempre l'Eterno.Che posto occupa il Signore nella nostra vita? Se non occupa il primo, allora possiamo dire che se anche occupasse il secondo, la nostra vita non è come la vuole lui e che c'è qualcosa da cambiare.Soltanto se Gesù Cristo sta dinanzi a ogni cosa, è un modello che noi possiamo seguire. Che modello sarebbe se no, se stesse dietro e noi non riuscissimo a vederlo in tutta la sua forma e bellezza?Per un convertito, dice Paolo, la carne è morta alle cose di questo mondo, egli viene a sapere nuove cose del mondo di lassù e là vi pone il cuore. Se dunque laddove poniamo il cuore, c'è anche il nostro tesoro, è normale che ciò significa che il tesoro del credente non sono le cose di questo mondo, ma la vita celeste di lassù. Un conto perciò è vivere da abitanti di questo mondo, un conto è essere pellegrini.4 Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria.Noi che ci definiamo credenti, crediamo in questa realtà illustrata da questo versetto? È una risposta secca, o sì oppure no.Chiedo questo, perché troppo spesso la vita cristiana è vissuta in maniera troppo superficiale, molti proiettano gli effetti della fede sulla propria vita terrena e non quella spirituale. Sono infatti noti tra i credenti ragionamenti del tipo “Se prego tanto, il Signore mi dà quella cosa...”In linea di massima è tutto vero, ma quando l'hai ottenuta quella cosa, continui a dimorare nel Signore, oppure quel dono ti rapisce dalla sua mano? Vivi la tua fede per i doni nella carne, o perché c'è una reale comunione con il Donatore?Troppi cristiani vivono per i doni e non per il Donatore. Dio diventa quindi una specie di babbo natale, a cui chiedere solo regali e al quale molte volte non si dice nemmeno grazie.Il figlio di Dio, quello vero, vive la realtà cristiana e del regno dei cieli come una costante della propria vita e non si affeziona troppo a questa, perché sa che gliene aspetta una, quella vera.Anche perché di fatto la seconda vita, quella eterna, dipende da questa terrena. Infatti Paolo invita i credenti a prepararsi in questo modo:5 Fate dunque morire le vostre membra che son sulla terra: fornicazione, impurità, lussuria, mala concupiscenza e cupidigia, la quale è idolatria.6 Per queste cose viene l'ira di Dio sui figliuoli della disubbidienza;7 e in quelle camminaste un tempo anche voi, quando vivevate in esse.8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, malignità, maldicenza, e non vi escano di bocca parole disoneste.Tutte queste cose che Paolo pronuncia, io mi auguro che non facciano parte di noi, perché il Signore le condanna. Infatti Paolo per i credenti parla al passato, affermando che erano tipiche anche della vita dei credenti quando non credevano, perciò si presuppone che oggi non ne facciano più parte.La conversione dunque è un'inversione di marcia in cui noi riponiamo il fardello con tutti i frutti della carne e raccogliamo quello dei frutti dello Spirito. È un verso e proprio cambiamento, che non implica una fede tiepida. Perciò ho ci stai o non ci stai, o la tua fede è fredda, oppure bollente.10 giacché avete svestito l'uomo vecchio coi suoi atti e rivestito il nuovo, che si va rinnovando in conoscenza ad immagine di Colui che l'ha creato.11 Qui non c'è Greco e Giudeo, circoncisione e incirconcisione, barbaro, Scita, schiavo, libero, ma Cristo è ogni cosa e in tutti.Quando un uomo incontra Cristo nella propria vita, l'uomo vecchio viene sbaragliato, per fare sempre di più posto a quello di Dio. Non ci sono differenze di ordine e religione, io infatti al posto di quelle parole del versetto 11, metterei tutti i nomi delle religioni che oggi ci affliggono.Non c'è nessun ordine e grado, Cristo è per tutti ed è in ogni cosa. Altro che predestinazione e gerarchie: non c'è canone umano che tenga, di fronte alla grazia di Cristo. Un uomo, può essere anche il più fallito e il più colpevole del mondo, ma se incontra Cristo, egli è salvato per grazia. Questo per dire che c'è sempre speranza in lui.12 Vestitevi dunque, come eletti di Dio, santi ed amati, di tenera compassione, di benignità, di umiltà, di dolcezza, di longanimità;13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi a vicenda, se uno ha di che dolersi d'un altro. Come il Signore vi ha perdonati, cosi fate anche voi.14 E sopra tutte queste cose vestitevi della carità che è il vincolo della perfezione.15 E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.Compassionevoli, benigni, umili, dolci, longanimi, pazienti, inclini al perdono, riconoscenti, ripieni di amore per il prossimo e per ogni cosa che facciamo. Questo è il ritratto di Gesù Cristo, che dovrebbe essere anche quello del credente.Nelle chiese di oggi credo che ne manchino troppi di cristiani così e soprattutto, ci sono troppe persone che non si accostano a Dio in questo modo e perciò non lo trovano.Se noi vivessimo così, guardando al Signore tutti i giorni della nostra vita, non avete idea di che pace avrebbe l'essere umano!16 La parola di Cristo abiti in voi doviziosamente; ammaestrandovi ed ammonendovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l'impulso della grazia, salmi, inni, e cantici spirituali.17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signor Gesù, rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di lui.Una delle basi per tutto questo miracolo nel cuore delle genti, è dimorare doviziosamente nella Parola di Dio. Ecco allora che qui spunta un altro aspetto discusso nei precedenti post: la conoscenza.Conoscenza e fede, sapendo e cantando inni di lode e salmi. Poi Paolo parla anche delle opere, affermando che queste vanno fatte ognuna alla gloria di Dio, affinché il credente non guardi tanto ai risultati umani, ma prima di tutto a ciò che penserebbe il Padre di lui compiendo quella cosa. Allora anche sul lavoro, in famiglia e ovunque, il credente prospererà.